Gli effetti nocivi sulla nostra salute derivanti dal consumo di tabacco sono oramai ben conosciuti, ma molto spesso si focalizza l’attenzione solo ai danni sistemici che questa abitudine comporta. Non è altrettanto noto come il fumo sia il diretto responsabile di alterazioni a livello del cavo orale, intese non solo come alterazioni cromatiche degli elementi dentari o come alitosi, ma vere e proprie modificazioni biologiche a livello cellulare.

La Letteratura internazionale ha fornito negli ultimi 60 anni una serie di lavori scientifici che hanno chiaramente identificato nel fumo un fattore di rischio per la malattia parodontale, che risulta in grado di influire sulla prevalenza e progressione delle diverse forme di malattie parodontali. I fumatori ammalano di malattie parodontali più gravi rispetto ai non fumatori e la distruzione di tessuto osseo e gengivale risulta correlata alla quantità di sigarette fumate e agli anni di condizione di fumatore. La risposta alle terapie parodontali risulta essere notevolmente ridotta nei soggetti fumatori rispetto ai non fumatori. È stata inoltre osservata un’influenza negativa del fumo sulle patologie peri-implantari: i fumatori corrono un maggior rischio di perdere impianti dentali rispetto ai non fumatori.

Tutte queste considerazioni si traducono in un atteggiamento terapeutico prudenziale da parte dell’Odontoiatra nel trattamento di soggetti fumatori e nell’impossibilità di attuare determinate terapie perché ad alto rischio di fallimento.

Il lavoro sinergico di Specialista e paziente può portare alla cessazione graduale dell’abitudine al fumo o perlomeno ad una sua riduzione con indiscussi benefici sulla salute orale nel tempo.